Come funziona il chiptuning per le moto

Oggi l’elettronica permette di gestire in maniera molto interessante il comportamento delle moto, soprattutto delle hypersport.

Le case costruttrici si sono rese conto di dover trovare un compromesso per tutti i tipi di utenti: sia quelli che utilizzano il loro mezzo nella quotidianità, sia quelli che lo usano in pista.

Non solo: oggi le normative anti-inquinamento sono piuttosto severe e impongono limiti da osservare scrupolosamente.

Soprattutto quest’ultimo fattore spesso causa una erogazione poco fluida, spigolosa e “strozzata”, con accentuato on-off soprattutto nel range che va dallo 0 al 50% di gas e regimi che vanno dai 1500 ai 7/8000g/m per le quattro cilindri e dai 1500 ai 5/6000 per le bicilindriche (zona dove vengono fatti i controlli x le omologazioni).

Fino a qualche tempo fa l’accesso alla programmazione delle centraline originali (ECU, Engine Control Unit) era molto problematico, di conseguenza si era costretti a ricorrere ai classici moduli aggiuntivi. Questa soluzione era comunque parziale e non sufficiente a rimuovere tutte le criticità.

Oggi, invece, è possibile intervenire direttamente sulle ECU: l’opportunità di modificarne i parametri ha dei vantaggi importantissimi, tra cui la possibilità di introdurre limitazioni per un utilizzo su pista e quella di adeguare al meglio il comportamento del mezzo in base alle proprie esigenze.

L’elettronica delle moto è una componente fondamentale almeno quanto il motore o i freni, e deve essere studiata per amplificare il piacere di guida.

Per questo motivo le mappature svolgono un ottimo lavoro, allargando il campo di utilizzo della moto: da una guida sportiva esasperata alla morbidezza indispensabile per guidare su strada bagnata.

Le migliorie apportate dal chiptuning delle moto

Il chiptuning delle moto è oggi una pratica molto diffusa: se il motore della moto, escluse le motociclette a due tempi, nella maggior parte dei casi è aspirato, ciò significa che è possibile apportare delle migliorie, seppur minime, ai valori di potenza e coppia.

Tra le migliorie chi possono apportare ci sono:

  • aumento della cilindrata, attraverso la modifica delle misure di alesaggio e corsa;
  • aumento del numero dei giri;
  • riduzione di attriti interni.

Una delle principali modifiche è quella che riguarda la sostituzione del terminale di scarico, per avere un aumento delle prestazioni.

In linea generale, la rimappatura della centralina viene effettuata contestualmente alla sostituzione completa dell’impianto di scarico e del filtro dell’aria.

Il chiptuning  è diffuso particolarmente tra i motociclisti che amano la pista, un luogo dove l’omologazione del mezzo non è sempre necessaria, al contrario delle prestazioni.

Alcuni costruttori vendono le proprie moto con un secondo impianto di scarico e una diversa mappatura della centralina motore, per l’uso esclusivo in pista. In questo modo si possono ottenere incrementi di coppia e potenza nell’ordine del 5%, al massimo del 10%, senza pregiudicare l’affidabilità complessiva del mezzo.

La rimappatura delle moto, attraverso la modifica di alcuni parametri rende possibile una maggiore prontezza e fluidità di guida, tirando fuori la grinta dalla moto anche ai bassi regimi.

Tra gli interventi che vengono fatti più di frequente ci sono la mappatura iniezione su tutti gli iniettori, l’anticipo accensione, l’inserimento di un limitatore di giri.  Vengono anche essere inserite varie disattivazioni: per esempio, quella della sonda lambda, dell’aria allo scarico, dell’immobilizer. Oppure l’attivazione del cambio elettronico e altre funzioni speciali.

Oggi le mappature più diffuse sono tre:

  • Sport, che amplifica la rotazione dell’acceleratore per una risposta del motore pronta ed aggressiva;
  • Normal,che risponde con accelerazioni meno violente;
  • Rain,che di solito riduce le prestazioni di un 20-25%, oltre a evitare improvvise derapate su fondi scivolosi.

Il business ormai dilaga con mappe di ogni tipo: di serie, programmabili, mappature optional e addirittura software indipendenti per modificare da soli i parametri. Tuttavia, se l’utilità delle mappe multiple sulle moto più potenti è innegabile, sulle entry level meno dotate sembra essere un accessorio imposto più che altro dalla moda.

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